venerdì 28 gennaio 2011
Chi ha tenuto un libro in mano pensa di aver diritto ad ottenere da papi un incarico pubblico. Non è stato così anche per Mara Carfagna?
"Il 6 gennaio di quest'anno, la notte della Befana, la notte che chiude il Natale, una delle notti in cui gli avvocati trattano con Ruby la sua buonuscita miliardaria. Sempre negata, ma confermata dalle carte. Da un appunto a casa di Ruby. Che ha già ha intascato centinaia di migliaia di euro e si attende "nei prossimi mesi, quattro milioni e mezzo". Le carte mostrano Ruby che pretende dall'avvocato di Lele Mora (Luca Giuliante) e dall'avvocato che le è stato assegnato (Massimo Dinoia) che si muovano, in fretta, e le facciano avere quel che lei si aspetta. Tutti in questa storia si attendono qualche cosa e non soltanto "le buste". Gli appartamenti della Dimora Olgettina sono gonfi di buste, ce ne sono dappertutto. Le ragazze non si prendono neanche la briga di aprirle. Il contenuto è segnato sopra con un numero: 5 (cinquemila), 10 (diecimila), tutte banconote viola da 500. Barbara Faggioli nasconde il suo "tesoretto" dentro la fodera del cuscino, chi lo sa perché. Le buste sono l'ordinarietà. Quel che pretendono dal Drago al quale si sono concesse è ben altro. È la straordinarietà di un finanziamento a fondo perduto per una speculazione immobiliare; un attico in centro; un ingaggio in Mediaset; un lavoro per il papà. E poi, chi ha tenuto un libro in mano pensa di aver diritto ad ottenere da "papi" un incarico pubblico, una responsabilità nel Pdl, un seggio parlamentare. Perché no, un ministero. In fondo, discutono tra loro Barbara Faggioli e Nicole Minetti, "non è stato così anche per Mara (Carfagna)?"." [da Repubblica]
Etichette:
Bunga Bunga,
Italia,
Mara Carfagna,
politica
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento