domenica 12 luglio 2009

Lo stupratore seriale sponsorizzato dal PD

Nei vicoli bui di Roma si è aggirato per mesi Luigi Bianchini, uno stupratore seriale recidivo con in tasca la tessera del Partito Democratico.
I leader del PD sono occupati a scannarsi a vicenda grazie alla prima pietra lanciata da Ignazio Marino: "E' incredibile che un criminale già coinvolto in odiosi reati possa essere arrivato a coordinare un circolo del Pd. Nel Pd abbiamo una questione morale grande come una montagna, che non può essere ignorata. E' chiaro che non sono scelti liberamente ma imposti per rispondere agli equilibri delle correnti e senza nemmeno sapere chi siano, che cosa hanno fatto nella vita, se davvero in grado di guidare un circolo, anche dal punto di vista morale."

Ovviamente Dario Franceschini, Rosy Bindi, Filippo Penati e tutto il carrozzone del PD difendono a spada tratta la purezza del partito. "Chi si candida alla segreteria non dovrebbe usare in maniera strumentale casi drammatici come questo", affermano, scordando che proprio il PD ha strumentalizzato dei casi di stupro per attaccare Gianni Alemanno.

C'è anche un'altra questione su cui riflettere. Il centrodestra si è comportato in modo corretto e ha evitato di servirsi del caso dello stupratore seriale per gettare fango sul PD.
A parti invertite il PD si sarebbe comportato allo stesso modo?
Sono certo che, se lo stupratore fosse stato un tesserato del PdL, sarebbero arrivate bordate infami su Berlusconi.

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